Queste scuole presentano una distribuzione a blocco, manica o padiglioni, spesso dotate di attrezzature collettive, come palestra, auditorium o piscine, accolte in corpi edilizi separati.
L’organizzazione degli spazi a “cluster”, ossia con gruppi di classi, che condividono uno o più spazi comuni, costituisce una risorsa per trasformare l’organizzazione interna. Gli spazi distributivi comuni, presenti su ogni piano, possono essere utilizzati per ospitare attività didattiche diverse, anche per gruppi di studenti non coincidenti con il gruppo classe.
La posizione di questi edifici all’interno della loro area di pertinenza favorisce l’individuazione di ingressi diversificati sia agli spazi aperti, sia all’edificio. La collocazione della scuola in zone poco costruite o esterne alla città, la presenza di grandi spazi ad uso collettivo e di aree esterne accessibili (ad esempio cortili, spazi per lo sport, aree gioco) sono risorse per interpretare la scuola come presidio territoriale, ripensando spazi aperti alla comunità e valorizzando la relazioni con altri servizi e realtà locali (per esempio la rete di imprese sul territorio).